FLIR e la termografia a MCE, intervista a Luca Maraviglia

FLIR e la termografia a MCE, intervista a Luca Maraviglia

Incontriamo il Sales Manager FLIR, Luca Maraviglia, per parlare di termografia e dei nuovi e sempre più promettenti campi di impiego di questa tecnologia, oggi sempre più accessibile.
Ad oggi, FLIR è il leader mondiale nella progettazione, produzione e commercializzazione di termocamere ad infrarossi, con il 67% di share nel campo della termografia. La società vanta una storia lunga cinquant’anni, una forte specializzazione in questo settore e una filiera produttiva end-to-end, che gli permette di sviluppare e realizzare ogni componente necessario in-house.

Lo produzione della parte core, i sensori, avviene a seguito di avanzate fasi di ricerca e sviluppo, seguendo una catena di progettazione e costruzione che, nel tempo, ha permesso di ottimizzare costi e tempi. Proprio per questo, oltre a integrare i chip nei propri prodotti, FLIR ha lavorato per produrre speciali sensori adattabili a più device e compatibili con quello che possiamo definire un Socket universale. Ciò garantisce la rivendita a società terze, come è avvenuto per esempio con Caterpillar, grazie anche al supporto software e per lo sviluppo, attraverso specifiche SDK, rilasciate da FLIR. In altri casi, invece, nel caso di committenti particolarmente importanti, l’azienda offre la possibilità di personalizzare, anche con il brand cliente, i propri prodotti.

FLIR e la termografia a MCE, intervista a Luca Maraviglia

Con un crescita “double digit” ormai da diversi anni, FLIR ha registrato un fatturato dell’ultimo esercizio commerciale di 1,7 miliardi di Dollari, ripartiti indicativamente al 51% per il mercato dei device per usi civili e al 49% per i dispositivi destinati a impieghi militari.
Nel 2015, in Italia, la società ha centrato il budget previsto e introdotto nuove unità che hanno registrato da subito un forte successo, come per esempio la variante FLIR C2, lanciata il 31 marzo e distribuita in 11.915 unità entro fine anno.