La Waterevolution di Gruppo CAP tra le best practice italiane

La Waterevolution di Gruppo CAP tra le best practice italiane

Il biometano estratto dai reflui fognari e il Water Safety Plan selezionati tra i 274 progetti di Utilitalia, la federazione dei servizi idrici, energetici e ambientali.
La Waterevolution di Gruppo CAP, gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, entra in Utili all’Italia, il primo censimento delle migliori pratiche mai realizzato nel settore dei servizi pubblici locali, redatto da Utilitalia, la federazione che riunisce 500 utility italiane dei servizi idrici, energetici e ambientali.

La pubblicazione, in cui convergono gli 80 progetti più significativi tra i 274 inviati da 134 aziende dei servizi pubblici, è stata presentata oggi a Roma, presso la Sala del Tempio di Adriano, all’attenzione di esperti e rappresentanti del mondo istituzionale, dell’economia e dell’impresa tra cui Giovanni Valotti, presidente Utilitalia, e il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti. Sono intervenuti inoltre Pier Luigi Celli, presidente Sensemakers, Antonio Decaro, presidente Anci, Enrico Giovannini, portavoce ASviS, Diego Piacentini, Commissario Straordinario per l'attuazione dell'Agenda Digitale, Federico Testa, presidente Enea.

Tra le 80 best practice raccontate oggi durante l’evento di Utilitalia c’erano anche due dei progetti più innovativi di Gruppo CAP: la produzione di biometano dal trattamento dei fanghi di depurazione del depuratore di Bresso-Niguarda, e il Water Safety Plan, il piano per la sicurezza dell’acqua potabile, uno strumento di monitoraggio rivoluzionario che sarà nel giro di poco tempo un benchmark per tutti i gestori della rete idrica nel Paese.

Alessandro Russo, presidente di Gruppo CAP
Waterevolution per noi di CAP non significa solo gestire al meglio le infrastrutture del servizio idrico, significa soprattutto guardare al presente e al futuro in modo innovativo. Per esempio pensando all'acqua come propellente di innovazione, come combustibile capace di alimentare una macchina in ottica di economia circolare, o pensare al monitoraggio dell’acqua applicando i modelli più evoluti di gestione del rischio. Iniziative come queste sono le basi per rendere più efficienti le nostre risorse, migliorare l’ambiente e il futuro dei servizi al cittadino.

“Utili all’Italia” non è una classifica, ma un database con una mappa dei migliori progetti realizzati negli ultimi tre anni dalle aziende più vicine ai cittadini. Progetti potenzialmente replicabili in altre parti del territorio, che migliorano i servizi alla comunità, che vengono così messi a disposizione delle altre utility perché possano prenderli come esempio. Pubblicati sul web e aggiornati costantemente a partire da oggi, i progetti sono consultabili gratuitamente e si possono considerare un felice esempio di sharing economy, destinato a diventare un punto di riferimento per le amministrazioni locali, per la politica e per gli esperti di acqua energia e rifiuti (e di tutte le tecnologie ad essi collegati) chiamati a fare scelte e progetti per lo sviluppo del territorio.

Un vero e proprio compendio dei progetti più avanzati che stanno disegnando le città del futuro: 274 progetti operativi raccontati da 134 aziende che dimostrano come responsabilità sociale e ambientale (90 progetti), innovazione tecnologica (83), efficienza energetica (52) e processi di sviluppo aziendale (49) stiano cambiando in meglio servizi che sono alla base della qualità della vita di ogni cittadino.

Il biometano estratto nel depuratore di Bresso-Niguarda - Tra le attività di sperimentazione in primo piano la trasformazione dei depuratori del gruppo in vere bio-raffinerie, in grado di generare biometano dalle acque reflue della Città Metropolitana di Milano, combustibile per le auto in grado di abbattere la Co2 del 97%. Un’attività di sperimentazione che per l’azienda è già realtà, grazie al progetto avviato nel depuratore di Bresso-Niguarda, in grado di alimentare di oltre 400 veicoli per 20mila km.

Water Safety Plan - è il rivoluzionario sistema di analisi dell’acqua che prevede più controlli, più prelievi, più parametri nell’intera filiera idro-potabile, da quando l’acqua entra nell’acquedotto fino al punto di erogazione finale, ovvero il rubinetto. La sfida epocale lanciata da Gruppo CAP nel marzo scorso e già attiva in 5 comuni dell’area metropolitana (Legnano, san Giorgio su Legnano, Cerro Maggiore, Vimodrone e Cologno Monzese) punta a trasformare la filiera dell’acqua potabile in un settore high tech, in cui un sofisticato disegno statistico prevede i possibili rischi, mentre sonde e analizzatori controllano in tempo reale i parametri di potabilità. Dati sempre disponibili sulle consolle e sui palmari degli operatori e anche su una app a disposizione di tutti i cittadini. Uno strumento di analisi e monitoraggio rivoluzionario, che sarà nel giro di poco tempo un benchmark per tutti i gestori della rete idrica nel Paese.