UnipolSai, riqualificazione green per un edificio mangia-smog

UnipolSai, riqualificazione green per un edificio mangia-smog

La nuova sede operativa di UnipolSaiAssicurazioni, disegnata da Progetto CMR, sorgerà nel quartiere Isola di Milano, per una riqualificazione green esemplare.
La volontà, infatti, è quella di riportare in vita un vecchio edificio rimasto per anni incompiuto e abbandonato, riconsegnando quindi alla città di Milano un luogo all’altezza dell’innovazione e della contemporaneità che caratterizza il contesto circostante.
Il progetto è ancora per pochi giorni in mostra a “Milano. Le Origini del Futuro”, evento organizzato dal Urban Up – Gruppo Unipol presso lo spazio Urban Center in Galleria Vittorio Emanuele II di Milano, dove è possibile osservare più da vicino come diventerà De Castillia 23 grazie ad un plastico e ad un sistema avanzato di realtà aumentata. Dalle ore 11.00 alle ore 18.00 fino al 31 gennaio 2018 il pubblico può provare l’esperienza virtuale del progetto di De Castillia 23, grazie all’utilizzo della tecnologia VIVE, la più innovativa del momento nel campo della Realtà Virtuale. Un viaggio interattivo in 3D in De Castillia 23 dove si può interagire con l’ambiente circostante, selezionare contributi video e attivare grafiche informative immergendosi nella Milano del futuro.

La soluzione architettonica proposta dalla società di progettazione integrata milanese, sulla quale il Sindaco Sala aveva espresso grande soddisfazione quando ebbe modo di visionarla in anteprima lo scorso marzo, si configura come un intervento a 360 gradi, che mira non soltanto a rivoluzionare gli aspetti puramente estetici dell’edificio, ma che va anche e soprattutto a incrementarne la funzionalità, le prestazioni energetiche e l’efficienza complessiva dell’immobile.
Il futuro complesso di UnipolSai sarà costituito complessivamente da due corpi di fabbrica di 53 e 15 metri di altezza. Una delle scelte più importanti fatte dalla committenza e che caratterizza il progetto è stata quella di trasformare ad uso uffici i primi due piani fuori terra precedentemente destinati a parcheggio con la conseguente demolizione della rampa d’accesso esistente. In questo modo è stata aumentata la superficie destinata agli uffici e sono stati liberati ampi spazi al piano terra, rendendoli pienamente fruibili anche dall’esterno. Altro tratto qualificante del complesso è la facciata, cucita sull’edificio come un prezioso tessuto di vetro che restituisce giochi di luce sempre diversi a seconda del punto da cui la si guarda. Una facciata prismatica, dinamica ed elegante, che dialoga con gli edifici vicini, ben inserendosi nel linguaggio architettonico del distretto.

Caratteristica chiave del progetto, interamente disegnato in BIM, è la profonda innovazione tecnica e impiantistica che ha interessato il complesso, rendendolo un vero e proprio esempio di architettura green e sostenibile a tutto tondo. Si è scelto di trattare parte delle superfici esterne in gres con biossido di titanio, un rivestimento innovativo che contribuisce attivamente a ridurre l’inquinamento atmosferico locale. Il materiale innesca infatti un processo fotocatalitico che permette lo “scioglimento” degli agenti inquinanti, che nel caso specifico di De Castillia 23 si traduce in una riduzione attesa di 36 kg di ossido di azoto in meno all’anno, equivalente all’azione stimata di 122.000 mq di aree verdi.
L’edificio è poi contraddistinto dall’impiego di impianti di ultima generazione, che utilizzano fonti rinnovabili per la produzione energetica. Il sistema fotovoltaico integrato in copertura produce circa 40.000 kWhel/anno di energia pulita evitando l’emissione in atmosfera di 13 tCO2/anno. Una pompa di calore ad acqua di falda ad altissima efficienza sfrutta l’energia geotermica sia per il riscaldamento che per il raffreddamento degli uffici, senza rilasciare inquinanti localmente.

I 2.000 mq a verde previsti nel progetto concorreranno poi a rendere più salubre l’ambiente e a purificare l’aria circostanti, assorbendo circa 12 tonnellate di anidride carbonica all’anno e rilasciando 9 tonnellate di ossigeno, secondo le ricerche condotte dal team di Ricerca & Sviluppo di Progetto CMR.
Per quanto riguarda gli ambienti interni, sono stati condotti degli studi ad hoc per migliorare i livelli di illuminazione naturale negli uffici, risolvendo alcune criticità legate alla struttura già presente dell’edificio, come l’elevata profondità dei corpi edilizi esistenti: il risultato finale è un aumento atteso del 30% della luce diffusa e del 36% della luce globale (diretta+diffusa) rispetto ad un edificio a uffici standard, con conseguente riduzione dell’utilizzo dell’illuminazione artificiale e risparmio di consumi energetici.