Mobilità post Covid in Italia: meno autobus e più bici

Dopo il lockdown il 37% degli italiani ha dichiarato che utilizzerà molto meno di prima i mezzi pubblici.

Mobilità post Covid in Italia

La pandemia ha imposto una brusca frenata alla trasformazione della mobilità urbana: le analisi BCG “How COVID-19 Will Shape Urban Mobility”.

Nel post lockdown, in Italia come in tutto il mondo è crollato l’utilizzo del trasporto pubblico e dei servizi di sharing o flessibili. È cresciuto l’uso dell’auto privata come mezzo principale, ma si è anche diffusa l’abitudine di spostarsi in bicicletta, monopattino o a piedi.
È forse l’inizio di una nuova era la mobilità nelle città? Alcune traiettorie le ha individuate BCG con una indagine che ha coinvolto 5.000 abitanti delle principali città.

Dopo il lockdown il 37% degli italiani dichiara che utilizzerà molto meno di prima i mezzi pubblici, preferendo piuttosto la propria auto, la bici o le camminate. Gli italiani sono secondi tra i Paesi oggetto di indagine (dopo i cinesi) per utilizzo della macchina privata come mezzo principale e terzi (dopo cinesi e statunitensi) per interesse nell’acquisto di un’auto.
Tuttavia, nel medio termine il mezzo che vince è la bicicletta: nei prossimi 12-18 mesi, un quarto dei connazionali userà più che in passato le due ruote.

Mobilità post Covid in Italia, più biciclette

La prima fase. Durante il lockdown l’utilizzo di quasi tutti i mezzi di trasporto è crollato del 60% in Europa, USA e Cina. Similmente a quanto avvenuto in Italia, le bici private e lo spostamento a piedi sono state le modalità preferite.
Anche il bike sharing è stato molto usato negli States e in Cina, grazie all’offerta di bici igienizzate e a prezzi più bassi. Allo stesso tempo, durante la prima fase della crisi i viaggi in auto privata sono crollati. Negli Stati Uniti, i chilometri percorsi dai veicoli sono diminuiti di più del 65%, arrivando in alcuni stati al -80% a inizio aprile.

Il post-lockdown. Dopo la riapertura in quasi tutti i Paesi del mondo, le scelte di trasporto hanno subito cambiamenti profondi. Più della metà degli intervistati si dichiara molto attenta alla distanza sociale e alla pulizia, ricercando modalità di viaggio senza contatti con altre persone.

I cinesi sembrano più disposti a utilizzare i mezzi pubblici rispetto a europei e americani. In generale, dopo la fase di lockdown una quota tra il 40% e il 60% in tutti i Paesi manifesta la volontà di utilizzare i trasporti pubblici meno o molto meno.
Lo stesso vale per le altre modalità di mobilità condivisa, come il ride hailing e il car sharing, usate meno spesso ma senza registrare cali bruschi come nel caso dei trasporti pubblici.

Mobilità post Covid in Italia, auto e mezzi pubblici

Mobilità post Covid in Italia

Le tendenze. Le nuove strategie di prevenzione prevalgono anche sulla riduzione dei tempi di spostamento, su cui adesso si è più flessibili. Durante il lockdown circa un terzo degli intervistati ha viaggiato in momenti diversi della giornata per evitare la folla. Quasi un quarto si è servito dei mezzi pubblici solo in presenza di posti vuoti.
I cambiamenti nel comportamento dei consumatori sono evidenti, rimane da capire se queste nuove abitudini siano destinate a rimanere e cosa significheranno per la domanda futura.

Come anticipato, le prime conseguenze si osservano sull’acquisto di auto, prospettiva altamente realizzabile dopo la riapertura per oltre il 60% dei cinesi. Negli Stati Uniti è boom di biciclette, le cui vendite sono raddoppiate a marzo rispetto allo scorso anno.

Va considerato che i consumatori rimangono fedeli alla tipologia di mobilità che erano abituati ad utilizzare più di dieci volte alla settimana prima del COVID-19. Una quota tra il 67% e il 76% degli utenti che usufruiva della mobilità condivisa prevede di continuare a utilizzare l’utilizzo di ride hailing, taxi, car, bike ed e-scooter sharing. I mezzi pubblici si confermano i perdenti del post-lockdown, soprattutto in Europa.

Mobilità post Covid in Italia

Nel breve termine si stima che questi cambiamenti determineranno l’aumento nell’utilizzo di mobilità individuale, ovvero auto, moto e monopattini. Anche in Europa la mobilità condivisa rimarrà popolare. La prospettiva per servizi come il ride-hailing individuale è quella di prendere piede nella maggior parte dei Paesi, se accompagnati da servizi di sanificazione.

Nel medio termine, ovvero i prossimi 12-18 mesi, BCG prevede invece due potenziali scenari. La conferma della mobilità privata come modalità più usata o il grande ritorno dei mezzi pubblici, la cui riluttanza calerà.
Il secondo scenario sembra il più probabile, ma l’esito dipenderà dalla capacità dei fornitori di servizi di continuare con le misure di sanificazione e altre misure di sicurezza che garantiscano la riduzione dei rischi.