Secondo il Rapporto 2026 European Renewables Market Overview (ResMOR) di Aurora Energy Research, l’Europa avrà bisogno di circa 1,5 trilioni di euro di investimenti cumulativi entro il 2050 per sostenere l’espansione delle energie rinnovabili, poiché si prevede che la capacità aumenterà di oltre 3 volte dal 2026 al 2050. Il fornitore di analisi dei mercati energetici globali osserva che la capacità di energia solare, eolica onshore e offshore è già cresciuta di oltre il 150% nell’ultimo decennio.
Questa crescita prepara il terreno per uno dei più grandi cicli di investimenti infrastrutturali a lungo termine in Europa, sebbene permangano rischi come prezzi dell’energia negativi, congestione della rete e ritardi nelle autorizzazioni. Solo entro il 2030 saranno necessari quasi 600 miliardi di euro di investimenti, evidenzia il rapporto, e la spesa è destinata ad accelerare in seguito, man mano che i paesi cercheranno di raggiungere gli obiettivi climatici e sostituire la vecchia generazione termoelettrica. Nel breve termine, si prevede che sussidi e accordi di acquisto di energia (PPA) rimarranno le principali vie di accesso al mercato, sebbene la loro attrattiva continui a variare notevolmente a seconda del paese e della tecnologia.
Rebecca McManus, Esperta Capo, Rinnovabili Europee, presso Aurora Energy Research
L’Europa è sull’orlo dell’avvento delle energie rinnovabili, con una capacità solare ed eolica destinata a più che triplicare entro il 2050. Tuttavia, questa ondata di investimenti manterrà le sue promesse solo se i decisori politici e i leader del settore affronteranno i colli di bottiglia della rete e dello sviluppo. Il Pacchetto Reti Europee rappresenta un passo avanti positivo, che mira ad accelerare le autorizzazioni e a sbloccare i progetti in stallo.
I contratti per differenza bilaterali (CfD) rimarranno il principale meccanismo di supporto nella maggior parte dei mercati europei, con 162 gigawatt di capacità rinnovabile già annunciati per l’approvvigionamento tramite asta entro il 2030. Tuttavia, Aurora avverte che il successo delle aste di sovvenzione dipende dalla progettazione, dai livelli di concorrenza e dalla certezza delle politiche.
Il rapporto evidenzia inoltre che le aste per l’eolico offshore hanno dovuto affrontare crescenti difficoltà nell’ultimo anno, con le recenti aste in Germania, Paesi Bassi e Danimarca che non sono riuscite ad attrarre alcuna offerta, mentre l’ultima asta in Lituania ha ottenuto un solo offerente. Le pressioni sulla catena di approvvigionamento, l’incertezza politica e i difetti di progettazione delle aste hanno pesato sull’interesse degli investitori.
I PPA: una via alternativa al mercato
I PPA offrono una via alternativa al mercato, con Spagna, Gran Bretagna e Germania che rappresentano la maggior parte della capacità europea annunciata finora supportata dai PPA. Tuttavia, i prezzi dei PPA solari non hanno raggiunto minimi storici – sotto i 40 euro per megawattora in Germania e Spagna – riflettendo effetti di cannibalizzazione.
Jörn Richstein, Responsabile della Ricerca, Mercati Energetici Paneuropei, Politiche e Tecnologie, presso Aurora Energy Research
I PPA stanno svolgendo un ruolo sempre più centrale nella crescita delle energie rinnovabili in Europa, soprattutto nei paesi privi di sistemi di sussidio sostenibili o alimentati dalla crescente domanda aziendale, con le industrie che intensificano i loro sforzi di decarbonizzazione. Contratti PPA innovativi e flessibili saranno fondamentali per soddisfare le esigenze in continua evoluzione sia degli acquirenti aziendali che dei produttori di energia.
Il rapporto segnala inoltre il rapido aumento dei prezzi negativi dell’energia come un rischio crescente. Le ore con prezzi negativi sono emerse nel 2025, superando i livelli del 2024 nella maggior parte dei mercati europei. Spagna, Paesi Bassi e Germania hanno registrato oltre 500 ore, seguite da Belgio, Francia e Polonia con oltre 450 ore. Allo stesso tempo, molti paesi stanno riducendo le protezioni dei sussidi contro i prezzi negativi, aumentando i rischi per i produttori. Aurora prevede che le pressioni sui prezzi negativi si attenueranno dopo il 2035, con l’aumento della domanda di elettricità, il miglioramento della flessibilità del sistema e la graduale eliminazione dei sussidi insensibili al prezzo.
Anche la riduzione è destinata ad aumentare con l’intensificarsi dei vincoli di rete. La riduzione tecnica ha superato i 10 TWh in tutta Europa nel 2024 e si prevede che salirà a quasi 22 TWh solo in Gran Bretagna, Spagna e Italia entro il 2030.
I rischi di sviluppo rimangono un limite fondamentale, con tempi di autorizzazione che si allungano fino a un calo in alcuni mercati, nonostante le norme UE richiedano decisioni entro due anni. Oltre 1.000 GW di capacità rinnovabile sono attualmente in attesa di approvazione per la connessione alla rete in tutta Europa, con l’Italia che rappresenta circa 370 GW della pipeline.






