Intel e la filiera dei semiconduttori per la sostenibilità

Intel Foundry sta investendo molto nell'innovazione e nell'espansione della capacità produttiva, con una catena di fornitura in linea con la sostenibilità.

Intel

Keyvan Esfarjani, executive vice president, chief global operations officer e general manager Foundry Manufacturing and Supply Chain di Intel Corporation, condivide alcune riflessioni sul futuro prossimo di Intel per la sostenibilità.

Il mondo funziona grazie ai semiconduttori e per soddisfare una domanda che negli anni a venire dovrebbe continuare a crescere, Intel Foundry sta investendo molto nell’innovazione tecnologica e nell’espansione della capacità produttiva, abilitando una catena di fornitura resiliente, affidabile e più sostenibile per i clienti di Intel in tutto il mondo. Quando si tratta di sostenibilità, il settore dei semiconduttori ha fatto buoni progressi, ma per raggiungere i nostri obiettivi climatici collettivi da qui al 2050 occorre fare di più. La spinta per la riduzione delle emissioni globali e la ricerca per la chimica verde sono giunti a un punto cruciale, che richiede maggiore collaborazione e pratiche standardizzate lungo l’intera catena del valore dei semiconduttori, se vogliamo raggiungere un futuro a zero emissioni nette di gas climalteranti (GHG).

Pochi giorni fa, Intel, Siemens, Cisco e altri sponsor, tra cui Micron, Accenture e Air Liquide, hanno convocato più di 140 organizzazioni (aziende, mondo accademico, governo, organizzazioni non governative, associazioni e altre) per il primo Intel Sustainability Summit. L’obiettivo era unire gli sforzi per ridurre l’impatto ambientale del settore, compresa la transizione verso prodotti chimici sostenibili, la standardizzazione delle metodologie per ridurre le emissioni di carbonio e lo sviluppo di roadmap complementari per ottenere il cosiddetto net-zero.

Le organizzazioni partecipanti rappresentano più di 7 milioni di dipendenti a livello globale e 3.200 miliardi di dollari di fatturato annuo, sottolineando il potenziale impatto della catena del valore. Sulla base dei resoconti pubblici, abbiamo scoperto che oltre il 40% delle aziende rappresentate ha preso impegni a raggiungere emissioni net-zero, ma solo il 15% ha pubblicato piani d’azione per la transizione climatica. Raggiungere l’azzeramento delle emissioni nette di gas serra è un passo fondamentale per mitigare l’impatto dei cambiamenti climatici. Alla fine dell’evento, quasi il 90% degli intervistati ha accettato di collaborare per sviluppare entro il 2025 una roadmap per ottenere emissioni net-zero.

Se non lo puoi misurare, non puoi migliorare

Tenendo fede al detto “se non lo puoi misurare, non puoi migliorare”, è fondamentale migliorare la trasparenza dei dati e la coerenza delle misurazioni per tenere traccia dei progressi fatti. Con l’obiettivo di avere un maggiore allineamento dell’intera catena del valore nella riduzione di emissioni Scope 1, 2 e 3, Intel sostiene il Product Attribute to Impact Algorithm (PAIA) in collaborazione con altre 17 aziende; questo protocollo mira a razionalizzare le metodologie e il calcolo delle emissioni di carbonio dei prodotti. Intel sostiene anche lo sforzo del settore di avanzare la rendicontazione pubblica delle emissioni di gas climalteranti, in linea con il protocollo GHG, attraverso la CDP organization.

Questo comprende l’allineamento alle linee guida sulle emissioni di gas serra Scope 3 Category 1 del Semiconductor Climate Consortium per le emissioni a monte. Inoltre, Intel ha incoraggiato i partecipanti ad approfondire le loro collaborazioni con organizzazioni quali Responsible Business Alliance, il gruppo di larovo sui gas serra della Semiconductor Industry Association, i flussi di lavoro del Semiconductor Climate Consortium, Energy Collaborative e il programma Catalyze di Schneider Electric, un acceleratore di settore sulle energie rinnovabili. La sostenibilità è un gioco di squadra in cui la collaborazione è essenziale, quindi siamo incoraggiati dal fatto che ogni azienda presente al Sustainability Summit si sia impegnata o abbia mostrato interesse a impegnarsi in una o più di queste collaborazioni.

Di recente è stata annunciata dal Governo USA l’intenzione di fornire a Intel 8,5 miliardi di dollari in finanziamenti diretti ai sensi del CHIPS Act, che si uniscono ai piani annunciati da Intel di investire più di 100 miliardi di dollari negli Stati Uniti in cinque anni costituendo uno dei più grandi investimenti pubblico-privati mai realizzati nel settore dei semiconduttori statunitense. Poiché la stragrande maggioranza dei consumatori è preoccupata per il futuro del nostro pianeta, Intel si impegna a diventare la fonderia più sostenibile del settore e a supportare altri attori affinché diventino più sostenibili.

Con la leadership arriva la responsabilità e trovare alternative valide per sostituire le sostanze chimiche utilizzate dall’industria negli ultimi 40 anni è un’impresa significativa, ma fondamentale per ridurre le emissioni e garantire un approvvigionamento resiliente. Nonostante siano stati compiuti progressi, Intel ha esortato il settore e i suoi fornitori ad accelerare la sostituzione delle rimanenti sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche (PFAS) sviluppando tabelle di marcia, impegnandosi in consorzi industriali e investendo nella ricerca.

Anche se obiettivi ambiziosi come raggiungere il 100% di elettricità da fonti rinnovabili, consumi idrici “net positive” (Intel, infatti, non solo compensa i consumi diretti, ma restituisce più acqua pulita di quanta non ne utilizzi), zero rifiuti in discarica entro il 2030 e sforzi ambiziosi per passare alle alternative PFAS e raggiungere zero emissioni nette di gas serra possono sembrare audaci, come settore siamo già sulla buona strada. Credo fermamente che insieme possiamo rispettare i nostri impegni e contribuire a proteggere il pianeta per le generazioni future.